Oggi si parla molto di longevity, tanto che nelle ultime settimane sono stata a due convegni dedicati proprio a questo argomento: nel primo, di cui ero conduttrice, il focus riguardava l’alimentazione, un tema globale che tocca sia uomini che donne, mirato a offrire indicazioni precise su quanto sia importante sapersi orientare per scegliere quegli alimenti che ci fanno bene.

Ho imparato che il pesce azzurro, sgombri e sardine, quei piccoli pesci non molto considerati dall’alta cucina che predilige tonno o pesce spada, sono fondamentali per aumentare i livelli di omega 3 del nostro organismo (molto più di qualsiasi integratore) e mantenere in salute i nostri vasi sanguigni. E ho apprezzato che un’azienda come Delicius, che appunto produce conserve ittiche di quel tipo, organizzi una piattaforma di confronto come Be Blu, insieme a medici, esperti e distributori, per raccontare i dati di una ricerca importantissima commissionata all’Istituto di Ricerca Cardiovascolare.

Nel secondo evento, a cui sono stata invitata dalla rivista Elle come relatrice, si parlava invece della longevity come sfida per le donne a superare i pregiudizi sulla bellezza matura, e anche questo argomento mi ha molto appassionato.

Tanto che voglio dirvi la mia opinione.

Longevità non vuol dire rimanere giovani per sempre, ma cercare di vivere bene il più a lungo possibile. Una condizione che oggi è resa possibile dalle conquiste incredibili della scienza e della medicina, ma che per le donne è ancora condizionata da pregiudizi antichi che bisognerebbe sfatare. Tipo: invecchia pure, ma non farlo vedere.

Negli ultimi 50 anni le donne si sono adeguate a questo diktat: il mito delle eterne ragazze prima, poi la chirurgia estetica che ha cambiato i connotati di tantissime sventurate e infine oggi la post-produzione dei contenuti social, modificata dagli orridi filtri che cancellano lineamenti, età e identità a tanti volti femminili.

Tutto questo non ci ha aiutato.

Ma io sento che oggi qualcosa sta cambiando e che si possa trasformare la sfida contro il tempo in una sfida culturale: smettere di temere il tempo che passa e iniziare a viverlo come un’opportunità e un grande atto di libertà. Le rughe non sono difetti, sono storie, sono la nostra esperienza e la vita che abbiamo avuto la fortuna di vivere fino a qui. Sono una conquista, non una sconfitta.

Come si fa? Ovviamente serve smantellare l’equazione giovinezza uguale valore, e sostituirla con una narrazione più complessa, più umana, e ribaltare questo paradigma diventa un atto rivoluzionario che molte donne famose hanno già fatto.

Celebrità come Helen Mirren, Jane Fonda e Andie MacDowell incarnano questa nuova bellezza: autentica, consapevole, libera dai diktat giovanilistici. Anche donne come Frances McDormand o Isabella Rossellini parlano apertamente di accettazione e potere femminile che maturano nel tempo. Non si tratta di “sfidare l’età”, ma di viverla con fierezza.

Ho amato Paulina Porizkova, top model degli anni ’80 e oggi splendida sessantenne dai capelli argento, quando ha sentenziato: non capisco perché le aziende di cosmesi scrivono sempre anti-aging sui prodotti… io sono pro-aging, e non sono mai stata così felice come a questa età.

Ascoltiamola, ragazze, e costruiamo insieme questa piccola grande rivoluzione: bisogna smettere di inseguire un ideale irraggiungibile di bellezza e costruirsi con gli anni un’identità fondata sull’esperienza, sull’intelligenza emotiva e sulla presenza autentica.

Vi lascio con questo pensiero su cui meditare questa estate, quando vi guarderete allo specchio in costume e storcerete il naso. Dovete sorridere invece e volervi bene: smettiamo di temere il tempo che passa e viviamolo come un atto di libertà! La longevità non è una corsa contro il tempo ma una solida alleanza con la vita.

Siete pronte per il Crida tour di questa primavera? Come ogni anno io e Daniela saremo in giro per l’Italia per presentare Mediterranea, la nostra collezione estiva, e per incontrare tutte le persone che vogliono fare un’esperienza speciale: conoscere da vicino il nostro mondo.

Per noi è sempre un’occasione importante per testare gli abiti, capire cosa vogliono oggi le donne e soprattutto verificare la vestibilità dei nostri capi su fisicità diverse. Ognuna di noi è unica e speciale nella sua bellezza e noi, come sapete, abbiamo iniziato ormai quattro anni fa questa avventura con un obiettivo preciso: riuscire a vestire tutte le donne, farle sentire a proprio agio dentro gli abiti, correggere i difetti (che tutte abbiamo o pensiamo di avere) ed esaltare i punti di forza.

Non dimenticatevi che noi siamo due donne che disegnano e creano abiti per le donne. E sappiamo bene cosa le donne vogliono. E allora prendete carta e penna o segnatevi in calendario le nostre date perché noi siamo impazienti di incontrarvi!

Il primo appuntamento è a Lecce, l’8 e il 9 di maggio, dove ci sentiamo un po’ a casa. Lecce è una città meravigliosa e ricca di donne eleganti e raffinate, che amano i colori e in questo periodo sono già abbronzate perché vanno al mare nel week end. Le tonalità brillanti delle nostre sete e i pois di tante sfumature diverse sono perfetti per aggiungere un tocco speciale al loro guardaroba.

Il 21 e 22 maggio saremo a Roma dove ormai torniamo da diverse stagioni. Le ragazze romane sono bellissime e amano farsi notare, quindi per le loro occasioni speciali non mancheranno i nostri abiti lunghi di seta e di cotone, perfetti per le feste e le cerimonie che, da adesso fino all’estate, permettono di sfoggiare degli outfit anche un pochino più audaci, ma sempre in raffinato stile Crida.

Il 26 maggio dovremmo essere a Firenze, anche se la data non è ancora confermata (e mi riservo di dirvelo con certezza a breve) e lì ritroviamo le fiorentine chiccosissime, aristocratiche capaci di impreziosire anche il più semplice degli abiti con un gioiello o un accessorio speciale, per renderlo unico. Amano gli abiti lunghi e impalpabili e i tessuti naturali, con piccole fantasie fiorate.

Il week end del 7 giugno per la prima volta arriveremo a Milano Marittima, per un evento molto esclusivo organizzato dall’hotel Mare Pineta. Siamo sempre molto contente di poter esplorare il mondo dell’alta hotellerie che ha una clientela internazionale di solito attratta dal made in Italy che noi rappresentiamo. Sicuramente porteremo i pezzi forti della nostra collezione, gli chemisier perfetti per il giorno e la sera, gli abiti lunghi ma facili da indossare, i travel pant che in questa stagione hanno avuto un grande successo soprattutto per chi è spesso con la valigia in mano. E poi i bermuda, novità della stagione, imperdibili per questa estate.

Per le amanti della Versilia segnalo che ci troverete a Forte dei Marmi a metà giugno, il 13, 14, 15, con tutti i nostri look da mare, di cotone leggero e di sangallo, da mettere facilmente anche sopra il costume e con gli abiti più sfiziosi da indossare per gli aperitivi e per le serate.

E per concludere in bellezza il penultimo weekend di giugno, il 20, 21, 22, arriveremo a Capri, dalla Parisienne, il negozio più iconico che si affaccia sulla storica piazzetta. È il posto ideale per indossare i nuovissimi caftani in seta colorata e in cotone leggero che risolvono ogni look, dalla mattina alla sera, accessoriati con sandali capresi e borsa di paglia.
Quindi, care amiche, segnatevi le date e scriveteci in direct se avete domande o richieste specifiche.
Ci vediamo prestissimo.
E buona primavera in Crida!

Sono sbocciati i primi fiori. Il calicantus, con il suo profumo seducente, già da settimane ha iniziato ad avvisare che la primavera è in arrivo, e ora le primule colorate stanno tappezzando giardini e prati. Gli alberi di magnolia sono un trionfo di grosse corolle dai petali spessi e setosi, mentre nei campi i fiori di pesco e di ciliegio, più piccoli e delicati, creano magiche nuvole sopra l’erba verde chiaro.
Mia figlia Benedetta, che fa la botanica, mi mostra nei suoi video le piccole orchidee che, sui terreni rocciosi della Sardegna, fanno capolino colorandosi di tinte forti, dal rosa al viola.
Ovunque volgi lo sguardo intravedi la bellezza della natura che rinasce. E questa sensazione, non so a voi, ma a me riempie di gioia.
La primavera è la stagione delle promesse, della rinascita, degli amori e… perché no, anche degli acquisti.

Non a caso le vetrine dei negozi finalmente si accendono di colori: sfumature di rosa, variazioni di azzurro, rosso e arancio, su tessuti leggeri come sete e cotoni, da sfoggiare nelle prime giornate di sole e di vento, magari con una giacca o un trench sulle spalle.

E fiori, tante fantasie a fiori nei nuovi tessuti, che saranno insieme ai pois la tendenza forte di questa stagione.

Nella nuova collezione Crida, ora disponibile nei negozi e online, troverete ovviamente tutte le proposte che rendono la primavera più luminosa e brillante.

I pois, lo sapete, sono nel nostro DNA e tornano negli chemisier eleganti di seta, ma anche in abiti leggeri in voile di cotone con accostamenti inusuali come azzurro e bordeaux o rosa e caramel.

Il color paprica e il nuovissimo colore jeans rendono speciali gonne, camicie e la sofisticata jumpsuit, facile da indossare e impossibile da dimenticare.

E i fiori? La stampa tropical compare sugli abiti lunghi in due versioni di colore, tabacco e sand, ravvivata dalle sfumature dei petali rosa. Realizzata su una preziosa seta pekan lucida e opaca, è la protagonista indiscussa degli abiti più nuovi e perfetti per serate o cerimonie.

Ma tenetevi forte, perché la novità più interessante di questa collezione sono… i pantaloni!
Si chiamano travel pant e sono femminili e comodissimi. Costruiti con le pence in vita, tasche e gamba larga, da indossare con le sneaker o con i tacchi, in perfetto stile Crida.
Casual chic in cotone tinta unita, super glam in seta nei nostri amatissimi pois. A voi la scelta.

E infine, in previsione di futuri weekend al caldo, vi segnalo gli abiti caftano.
Niente a che vedere con i camicioni da spiaggia: se volete essere super chic nelle serate d’estate o per gli aperitivi in spiaggia, provate ad indossare i nostri raffinatissimi caftani: in seta verde a piccoli pois neri o nelle righe più audaci pennellate di rosa, giallo e tabacco.

Sì, proprio come i fiori che vedete sbocciare intorno a voi.

Voglia di primavera.
Voglia di bellezza.
Voglia di eleganza.

Cosa è emerso dalla fashion week appena passata che ci illumini sulle tendenze che caratterizzeranno la moda del prossimo autunno inverno?

A mio parere non è stata un’edizione memorabile per un settore che continua a subire la dicotomia tra grandi gruppi che guidano e condizionano i brand più famosi del lusso e realtà più piccole che faticano ad emergere in un momento ancora di crisi globale del mercato. C’è stata forse più restaurazione che innovazione vera e propria, ma se è vero che la moda è lo specchio della società, c’era da aspettarsi questo mood in un momento di tensioni internazionali così forti. La preoccupazione per gli scambi commerciali esteri è evidente, la pioggia di dazi lanciati da Trump renderà l’America sempre più First a danno dell’Europa, ma il made in Italy continua ad essere un patrimonio unico e di inestimabile valore e dobbiamo sperare che riesca a superare anche questa difficoltà.

Ma parliamo di stile: come sempre, in passerella si è visto sfilare tutto e il contrario di tutto. Provo a sintetizzare quali sono i trend che possono avere più possibilità di imporsi e soprattutto quelli che a me sono piaciuti di più…

  1. La maglieria torna alla ribalta e si indossa da capo a piedi, vedi Sharon Stone alla sfilata di Marras. Abiti e completi che risolvono l’outfit. La tendenza più forte è il mélange, che anche Crida ha proposto con i cardigan più nuovi coordinati ai cappelli.
  2. Il bordeaux imperverserà anche nel prossimo autunno, e vi dirò che non mi dispiace affatto, perché lo trovo un colore strepitoso. Ci manca Sabato De Sarno, che lo aveva inaugurato in maniera sublime da Gucci, tanto che a questo giro lo hanno seguito tutti. Ma attenzione, non a piccole dosi: il burgundy diventa total look, accessori compresi. Vi segnalo il tailleur Crida bordeaux della prossima stagione, con la giacca sciancrata e la gonna pencil, che è stato uno dei più apprezzati della nuova collezione.
  3. La pelliccia diventa un must, sia in versione vera (so che non tutti saranno d’accordo) che palesemente falsa. L’importante è che sia voluminosa e appariscente. Consiglio di andare a recuperare le pellicce negli armadi delle nonne: si può fare un figurone senza infierire sugli animali e a costo zero.
  4. Il completo maschile in versione femminile è stato proposto su molte passerelle. E ovviamente anche da Crida. Basta con le forme super over tipo corazze, ma sì a un bel doppiopetto in gabardine grigio, accompagnato da pantaloni ampi femminili: portato a nudo è l’outfit più sexy e facile da indossare. Con i mocassini per il giorno e i tacchi la sera.
  5. Il check finestrato caratterizza e ringiovanisce tailleur e capispalla come caban e paletot. Facile da indossare a ogni età, un po’ british e un po’ grunge, può diventare raffinato sugli abiti midi e intrigante se mixato con il pizzo. Lo trovate anche nella nostra collezione invernale.
  6. Le frange più che una tendenza sono diventate un’ossessione. Ritornano in ogni stagione, fioriscono su abiti e accessori, ma, se posso dirlo, a me hanno un po’ stufato…
  7. Il nude è un altro pezzo forte e si è visto ingentilito in abiti sì trasparenti, ma molto sofisticati. I tessuti leggeri tipo chiffon e georgette accostati a lane e tweed sono un bel mix, soprattutto se in colori inusuali come l’azzurro o il verde acido. Da copiare!

Questi i magnifici sette che mi sento di consigliarvi per il prossimo autunno inverno. Non ho parlato di accessori perché su quelli c’è da sbizzarrirsi. Il mio suggerimento è di andare sul classico e soprattutto di coltivare l’accessorio più importante e prezioso per essere notate: la personalità.

Non so in quale congiunzione astrale sia entrato il mio segno zodiacale (lo Scorpione) in questo inizio di 2025, ma non era di certo una di quelle buone. Se n’è andata in cielo la mia adorata suocera Mimma, ed è stato un dolore grande per tutta la famiglia, e in più io mi sono azzoppata. Durante lo shooting per la collezione del prossimo inverno sono scivolata con gli zoccoli: frattura del quinto metatarso, gesso e stampelle per un mese. Ma io sono un’inguaribile ottimista, quindi guardo a questo mese di febbraio, pieno zeppo non solo di lavoro ma anche di eventi importanti come Sanremo e la prossima fashion week, con il consueto entusiasmo. Mai fermarsi è da sempre il mio motto. E pazienza se non potrò mettere i tacchi, gli abiti Crida stanno bene anche con le sneakers e con i mocassini, anche perché nella nuova collezione primavera-estate, che sta per arrivare online e in tutti i negozi, debuttano per la prima volta i travel pant, pantaloni stupendi, gamba larga e pinces maschili, che mi salveranno in tutte le occasioni, lo so già!

Io e Daniela siamo impegnate su tanti fronti in queste settimane: inizia la campagna vendita della fall-winter 25/26 nel nostro showroom di Milano e non solo. Siamo super eccitate perché i nostri abiti stanno per arrivare anche in altri due mercati importanti, quello degli Stati Uniti e dell’Australia e Nuova Zelanda. Non posso quasi credere a quanta strada abbiamo fatto insieme, seguendo la nostra passione per lo stile italiano e tutto femminile, da quel lontano 2020, quando agli albori della pandemia avevamo iniziato questa avventura, ovviamente tutta in salita. Ricordo ancora quante persone ci avevano consigliato di lasciare perdere e abbandonare un’impresa che provava a navigare in un mare in tempesta. Noi non lo abbiamo fatto, abbiamo tenuto la barra dritta, stringendo i denti e poco per volta, a piccoli passi, abbiamo attraversato questo oceano di difficoltà portando Crida a essere un brand conosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma nel mondo.

Niente è facile nemmeno adesso, intendiamoci, ma la fiducia mista a orgoglio che proviamo ogni volta che arriva un ordine online o quando vediamo i nostri abiti nelle vetrine di negozi bellissimi, ci ripaga di ogni fatica. E ci sprona a fare sempre meglio per affrontare una situazione economica mondiale tutt’altro che semplice, con alcuni mercati come l’America in forte espansione e un’Europa che invece fatica a trovare la sua unità e la sua forza per confrontarsi con le potenze gigantesche della Russia e della Cina.

Ecco perché abbiamo chiamato la prossima fall-winter Wonderland, il paese delle meraviglie: perché ci piace sognare un mondo che possa vivere in perfetta armonia, con energie pulite e rispetto per l’ambiente, senza muri e senza guerre, senza dazi impossibili e senza migranti che fuggono dalle loro terre e muoiono in mare. Ma i sogni non bastano a cambiare il mondo se non sono accompagnati dall’impegno comune e dalla passione.

“In fondo siamo solo persone, con sentimenti e paranoie. Siamo granelli di sabbia su un granello di sabbia che gira intorno al sole,” dice una canzone che si chiama Hiroshima e che mi piace tantissimo. Noi facciamo vestiti, non strategie politiche, ma ci piace pensare che, se tutti questi granelli lo volessero davvero, la nostra terra potrebbe essere un luogo meraviglioso, come Wonderland di Alice. Ve lo ricordate? Il mondo in cui lei precipita, dove tutto è diverso e l’impossibile diventa possibile, ci deve far capire quanto è importante impegnarci, non arrenderci, coltivare i propri sogni, anche a dispetto dell’età. Molti limiti sono solo nella nostra mente. E anche se tutti i desideri non potranno essere esauditi, è giusto comunque inseguirli e provare a realizzarli.

L’augurio che sento di farvi in questi giorni è di iniziare il 2025 avendo in mente degli obiettivi importanti da realizzare, ognuno nel proprio campo, che può essere professionale, sentimentale o personale. Ma visto che immagino siate anche appassionati di moda e followerdi Crida, voglio anche aggiungere che l’inizio del nuovo anno è il momento perfetto per ridefinire il proprio stile, dentro e fuori.

Avete presente la parola decluttering? Letteralmente significa “rimuovere oggetti non necessari”, quindi sgombrare, riordinare per guadagnare nuovo spazio, nel guardaroba ma anche nella vostra vita. Lasciatevi alle spalle ciò che non vi rappresenta più e provate ad esplorare con audacia e curiosità il nuovo.

Questo vale sicuramente per le amicizie: coltivate con passione e impegno quelle vere e lasciate andare quelle tossiche o che non aggiungono niente alla vostra vita ma la appesantiscono. Riguardo al look, eliminate senza rimpianto i pezzi che non vi valorizzano e puntate su capi che parlano di voi: un pezzo iconico, una palette di colori che vi illumina, un dettaglio speciale che cattura lo sguardo.

Ma lo stile non è solo apparenza: per essere e sentirsi speciali, lavorate su voi stessi come fareste con un look impeccabile. Detox digitale, una skincare rigenerante e, perché no, un’organizzazione delle giornate che preveda non solo impegni di lavoro o incombenze faticose: tenete in ogni giorno uno spazio per voi, per fare qualcosa che davvero vi piace e vi rilassa, come può essere una passeggiata, un caffè con un’amica, una mostra da vedere o un bel libro da leggere.

Osate un cambiamento nella vostra immagine: un taglio nuovo di capelli, un profumo unico o un accessorio che vi definisce.

Io credo che ogni passo verso un anno migliore inizi con l’intenzione di brillare. E noi di Crida lavoriamo per fare in modo che questo succeda a ogni donna che sceglie i nostri abiti.

La moda è un’estensione di chi siete. Vestirsi è un gioco, certo, ma può anche essere un bellissimo alleato per superare fragilità e timidezze e farvi conoscere agli altri sotto una luce diversa e più luminosa.

Usatela per esprimervi al meglio, perché il nuovo anno aspetta solo voi per lasciare il segno!

Prima di tutto grazie. E ora vi spiego perché.

Se ci seguite sui social avrete visto che gli ultimi mesi per me e Daniela sono stati davvero frenetici. Dopo Venezia, New York e la fashion week di Milano, abbiamo deciso di inaugurare questa stagione autunnale con una serie di Trunk show, vendite speciali di Crida, che ci hanno portato in tante città diverse a presentare la collezione invernale e a incontrare nuove clienti.

Vi dico grazie perché è stata un’esperienza molto faticosa ma anche straordinariamente costruttiva ed eccitante, per l’accoglienza che abbiamo ricevuto, l’entusiasmo che ci avete trasmesso e soprattutto per la gioia di conoscere tante persone simili a noi con cui condividere energia, idee di stile e di vita.

Siamo state a Varese, Montecarlo, Montecatini, Torino, Lecce, Venezia e Roma. Perché abbiamo voluto fare una lunga cavalcata attraverso l’Italia in un momento così difficile per il fashion system? Beh… proprio per questo!

Perché crediamo nella forza del nostro prodotto e non vogliamo sottometterci alle logiche degli sconti selvaggi come specchietto per le allodole. Perché riteniamo che sia utile, in questo momento storico in cui le persone comprano meno nei negozi, incontrare le nostre potenziali clienti e raccontare la filosofia di Crida, i nostri valori, italianità ed eleganza raffinata, ma anche la passione che ci ha spinto a scegliere questo lavoro e che ci porta a selezionare solo tessuti naturali, fatti in Italia e a confezionarli come solo le nostre aziende lombarde sanno fare.

E sapete qual è stata la magia? Il fatto che tutte le donne che abbiamo incontrato abbiano provato, amato e comprato i nostri abiti. Un risultato che è andato al di là delle nostre più rosee previsioni.

Tanti professionisti della moda ci hanno detto: brave, ottima strategia di marketing, si vede che avete studiato la situazione e siete state ben consigliate. Vi confesso una cosa: non è stata una scelta di marketing o di numeri, ma solo di cuore. Volevamo vedere noi stesse come la collezione veniva percepita e tappa dopo tappa ci siamo rese conto di quello che ogni cliente oggi sta cercando: non un semplice acquisto, magari scontato, ma un’esperienza diversa, più profonda per capire il valore delle cose e riuscire a comprare con più consapevolezza.

Oggi più che mai, in questo tempo così complicato che stiamo vivendo, non possiamo più ignorare l’inganno del consumismo imperante, il fatto che si producano troppi capi, montagne di pezzi di abbigliamento non riciclabili che vanno a soffocare le discariche di paesi poveri come il Ghana o il Pakistan, e a fronte di ciò dobbiamo, io credo, imparare ad acquistare ciò di cui abbiamo realmente bisogno, e possibilmente utilizzare quei vestiti a lungo, perché sono fatti bene e sono sostenibili per l’ambiente. Guardate il documentario di Netflix “Buy Now” e sicuramente vi farete un’idea più precisa di quello che sto dicendo.

Il mercato della moda, e non solo quello, è fuori controllo.

Da una parte ci sono i brand di superlusso con una clientela disposta a spendere cifre esagerate pur di possedere quell’oggetto, quella borsa, solo per il brand che rappresenta e non per il suo valore reale che è infinitamente più basso.

Dall’altra ci sono le catene di fast fashion che ogni settimana immettono nuova merce sul mercato, che imita i prodotti di lusso con materiali sintetici e scadenti e spesso con una manodopera sottopagata.

Noi non vogliamo fare parte di nessuno di questi mondi, ma vogliamo rappresentare un lusso possibile, una moda italiana e sostenibile, che abbia un giusto prezzo rispetto alla qualità di tessuti e al lavoro delle manifatture, e che rispecchi le esigenze di donne come noi, che vogliono essere eleganti ma anche eticamente attente a ciò che indossano. E l’unica cosa che possiamo fare per trasmettere questi valori è andare in giro a raccontarli.

Ecco perché è stato utile e costruttivo il Crida tour degli ultimi due mesi, che ci ha fatto capire, con il vostro feedback, di essere nella direzione giusta.

Ecco perché vi vogliamo dire grazie di essere al nostro fianco.

Sorelle nello spirito e nello stile: è così che nasce tutto tra la conduttrice Cristina Parodi (Cri) e l’esperta in comunicazione Daniela Palazzi (Da), il duo creativo fondatore di Crida, brand con cui hanno dato vita alla donna che hanno sempre immaginato: classica e chic, che si fa notare per la sua eleganza. […]

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A novembre festeggio un compleanno importante, 60 anni, trenta dei quali passati a lavorare come giornalista in televisione. Gli ultimi quattro, invece, sono stati rivoluzionati da un cambio totale della mia vita professionale con la creazione di una start up, Crida, e con il nuovo lavoro da imprenditrice nel campo della moda. Non mi pento affatto di aver avuto il coraggio di cambiare, ritengo anzi che ogni cambiamento, con tutto il bagaglio di studio e preparazione che impone, aiuti a restare giovane e sia prima di tutto una sfida con te stessa che non può che renderti migliore. Ma mai avrei pensato di arrivare a lavorare in questo settore in un momento così difficile e complicato soprattutto per chi ha deciso nel 2020 di fare nascere un brand basato sull’eleganza in italiana, fortemente made in Italy e assolutamente sostenibile.

Sono a mio parere due i fattori che hanno totalmente ribaltato le regole: da una parte la pandemia che ha radicalmente cambiato le abitudini dei consumatori, meno disponibili oggi a spendere per l’abbigliamento, e alla ricerca piuttosto di esperienze da vivere, come ristoranti, viaggi, week end. Non a caso c’è stato un crollo delle grandi piattaforme di moda on line, con la conseguente crisi di mercati asiatici come la Cina, e la innaturale necessità dei negozi fisici di mettere la merce in saldo poche settimane dopo aver ricevuto i prodotti, pur di attirare clienti. 

Dall’altra parte si è creata una frattura e un divario sempre più profondo tra i brand di lusso che, pur diminuendo sensibilmente i fatturati, continuano ad essere sostenuti da uno zoccolo duro di compratori alto spendenti e il fast fashion che, nato con l’intento sfacciato di copiare rapidamente i modelli dei grandi brand con prezzi bassissimi e materiali ovviamente scadenti , oggi cerca di ampliare la sua fetta di mercato alzando la bandiera della sostenibilità e proponendosi come il nuovo pret a porter che contrasta l’alta moda. 

Bisogna stare attenti però, perché’ le parole e le immagini che alcuni brand usano per lanciare questa sfida non bastano. 

Penso a Zara, ad esempio, con i suoi 7000 negozi in 100 paesi del mondo, con il suo impero da 20 miliardi di dollari di vendite annuali, che ha da poco lanciato una comunicazione pubblicitaria con un’immagine patinata: da Stefano Pilati come designer a una campagna per intenderci non dissimile da quella di Gucci e YSL, per trasmettere l’idea di abiti non solo economici ma anche belli, fatti bene, sostenibili. Ma l’obiettivo è comunque continuare a crescere, con un ritmo del 10% annuo per immettere sempre più abiti sul mercato, che sempre più rapidamente diventeranno fuori moda andando ad inquinare i paesi più poveri dell’Asia e dell’Africa.

I mezzi economici a loro disposizione sono imponenti a differenza di quelli di tantissimi altri brand che occupano una fascia di mercato più piccola ma di qualità più alta, che lavorano sul territorio e usano realmente tessuti naturali, manodopera pagata dignitosamente e devono ovviamente offrire del prodotto a prezzi più alti. E quindi fanno molta più fatica. 

Sapete quanti vestiti vengono prodotti mediamente all’anno? 150 miliardi. Ma noi siamo solo 8 miliardi di persone. 

Persone che potrebbero fare la differenza se scegliessero consapevolmente di comprare meno e di comprare meglio, di scegliere abiti che non siano di fibre sintetiche (anche se sulle etichette il poliestere oggi viene sbandierato come riciclato, sempre plastica resta), di verificare dove vengono prodotti i capi che acquistano.

Crida certamente fa parte di quelle moltissime aziende che producono poco e bene, che spendono tanto per far lavorare la manodopera e scelgono con cura i tessuti da usare, solo con fibre naturali. Facciamo soltanto due collezioni l’anno e crediamo nella moda che dura nel tempo, negli abiti da tenere nell’armadio per anni, nell’eleganza delle stoffe prodotte nel nostro paese. Non facciamo campagne pubblicitarie grandiose perché’ non abbiamo i mezzi e perché’ preferiamo investire nei prodotti e nelle persone. E soprattutto perché’ crediamo fortemente nella moda italiana, in quel pret a porter di qualità’ che non può e non deve sparire per colpa del fast fashion.

Cosa ci hanno rivelato le sfilate della fashion week appena conclusa?

Devo confessarvi che è stato difficile individuare tendenze e trend chiari e definiti. Sembra che molti brand sentissero l’esigenza di proporre un po’ di tutto: dalle trasparenze leggere viste ovunque, ai cappotti oversize decisamente pesanti; dalle modelle in mutande (quasi sempre), agli abiti da sera importanti, spesso asimmetrici, con tagli e spacchi profondissimi. Sembra quasi che nessun tipo di acquirente debba essere escluso, in un momento così difficile per la moda a livello globale.

I mercati asiatici, che in passato hanno sostenuto i fatturati delle aziende occidentali, non sono più un motore trainante, essendo anch’essi in crisi. Inoltre, ci sono ancora due guerre in corso che bloccano aree strategiche come la Russia e il Medio Oriente.

Non dimentichiamo nemmeno che ci stiamo lasciando alle spalle una pandemia che ha cambiato radicalmente le priorità di acquisto. Oggi, la gente è più attenta: pensa meno all’apparenza – ai vestiti e ai beni effimeri – e di più ai valori e alle esperienze. Acquista con più cautela, preferendo investire in una cena fuori o risparmiare per un weekend piuttosto che aggiungere l’ennesimo capo all’armadio già pieno.

Avrete notato anche voi i negozi vuoti nel centro città e i voli low cost sempre strapieni. Il mercato del superlusso subisce meno scossoni, anche se vedere la scritta “Dior” dipinta a caratteri cubitali sulle gonne mi fa pensare che qualche problema lo abbiano anche loro. Ma i brand indipendenti come il nostro, che non hanno alle spalle grandi fondi o investitori, sono i più colpiti da questo terremoto. A mio parere, la strategia da seguire è una sola: concentrarsi su ciò che si vuole esprimere attraverso il prodotto, che non può essere solo una bellissima (e magari importabile) espressione del genio di un designer. Deve essere qualcosa che oggi le persone percepiscono come un bisogno reale, concreto, ben fatto e duraturo.

Mi ha molto colpito lo show dei giovani studenti della scuola di moda Marangoni. I migliori tra loro hanno presentato mini collezioni dal sapore apocalittico: abiti come corazze, di pelle o tessuto, con spalle scolpite e cappucci voluminosi. Un’idea futuristica di un mondo in cui le persone, anziché socializzare, si vestono per proteggersi da un pericolo imminente. Forse hanno ragione loro, ma non è certo questa la moda che vorremmo indossare nei prossimi anni.

Noi apparteniamo a un’altra generazione, quella che ha vissuto il bello del Made in Italy, nato anch’esso in un momento difficile, ma che ha poi riscosso un successo strepitoso in tutto il mondo. Per noi, la moda è ancora sinonimo di gioia, positività e inclusione. Mai come oggi, però, dobbiamo evitare stranezze e tendenze estreme, concentrandoci su un prodotto sartoriale, concreto, facile da indossare e ovviamente sostenibile.

La collezione Spring Summer 2025 che io e Daniela abbiamo presentato all’Hotel Diana risponde a queste caratteristiche di chiarezza, portabilità ed eleganza italiana. è stata apprezzata dalla stampa anche perché si integrava perfettamente con la quiete del bellissimo giardino che ci ospitava, in mezzo al caos della fashion week milanese. Crida vuole essere così: un’oasi di eleganza italiana nella giungla delle tante proposte sempre più seducenti ma effimere che ci circondano.

Se oggi possiamo scegliere poco, scegliamo bene. Se dobbiamo comprare meno, compriamo meglio.