“Se domani tocca a me voglio essere l’ultima”

La poesia di Cristina Torres Caceres, che vi invito a leggere se non lo avete ancora fatto, è un pugno nello stomaco.

È la lettera scritta alla madre da una delle tante ragazze che vivono sulla loro pelle la paura dei femminicidi.

Parlando con le mie figlie di 22 e 27 anni ho capito che c’è una distanza siderale tra il loro modo di pensare e vivere questa situazione e il nostro. Mi ha colpito molto la condizione di estrema vulnerabilità’ che anche loro avvertono: tornando a casa la sera, viaggiando da sole o lavorando in una società che solo apparentemente accetta l’empowerment femminile, ma che continua a considerare le donne oggetti da ammirare, anche con commenti non richiesti, che pongono le ragazze in condizione di inferiorità e di disagio.

Se entro in un bar a prendere un caffè e il barista mi dice “ma come sei bella, quando torni da queste parti?”, non va bene mi dice mia figlia. E io che di situazioni simili da giovane ne ho vissute tante, mi rendo conto di non aver ma dato peso a frasi come questa, anzi di esserne stata quasi lusingata.

Sbagliando.

Perché difficilmente in una situazione opposta, barista donna e giovane carino che entra nel locale, ci sarebbe un simile approccio.

Segno che la cultura maschile continua ad essere incentrata sul potere del maschio dominante che giudica la donna dall’aspetto.

Quante volte noi donne siamo valutate per la nostra fisicità? Sei grassa, sei magra sei vecchia sei sexy. Quante volte i media presentano donne autorevoli e affermate nel proprio campo dicendo: ecco a voi la bellissima e bravissima tal dei tale. Se si tratta di un uomo il giudizio estetico ovviamente viene omesso. Lui è autorevole e basta.

Io credo che sia arrivato il momento di fare una riflessione profonda su come stanno crescendo i nostri ragazzi, influenzati non solo da questi comportamenti infelici, ma anche dalla violenza verbale dei social e da un tipo di musica, rap e trap, che è un inno continuo alla forza e al potere maschile nei confronti delle ragazze che o sono troie o sono di proprietà di un singolo. Un ragazzo oggi può avere tante donne ed è un figo, una ragazza che ha avuto tante relazioni è una poco di buono.

Per affrontare l’emergenza femminicidi (e siamo arrivati a 105 vittime dall’inizio dell’anno in Italia) devono cambiare gli uomini, quegli stessi che oggi dicono “io non sono come loro “per alleggerire la propria responsabilità individuale.

Non basta.

Forse lo diceva anche Filippo Turetta, l’ultimo assassino, prima di aggredire Giulia Cecchettin, ucciderla a coltellate e abbandonarla in un dirupo. Eppure sembrava un bravo ragazzo, tanto che il suo avvocato, uomo, si è affrettato a raccontarci che lui l’amava tantissimo e che le faceva perfino i biscotti.

Io credo che oggi ci sia ancora troppa distanza tra i due sessi nella percezione del problema.

Le donne sono sempre più forti e gli uomini, nonostante gli atteggiamenti machisti, sempre più fragili. Non ci sarebbe niente di male in questa evoluzione della società (tutto ciò che abbiamo ottenuto ce lo siamo ampiamente meritato) se non fosse che alcuni uomini non sono in grado di gestire il cambiamento di ruoli, si sentono sottovalutati, sminuiti e finiscono per trasformare la loro debolezza in aggressività e violenza. Giulia si sarebbe laureata prima di Nicola, era più brava, e sarebbe andata via a lavorare, Giulia non sarebbe più stata la sua ex fidanzata sempre a disposizione per una pizza o un giro in città. Giulia avrebbe incontrato qualcun altro, come è giusto che sia per una giovane donna che ha deciso che lui non rappresentava più il suo futuro.

Quindi lui, invece di perderla, lui l’ha uccisa.

Ma questo ragazzo che viene da una famiglia borghese, che frequenta ingegneria biomedica, e probabilmente immagino avesse letto storie e testimonianze sui femminicidi, come poteva essere convinto che tutto ciò non lo riguardasse? Come poteva non sentirsi parte del problema?

E soprattutto: se il problema sono gli uomini, perché di femminicidi parlano solo le donne?

Io vorrei per questo 25 novembre una manifestazione contro la violenza femminile fatta solo di uomini, perché sono stanca di sentire in queste occasioni solo consigli su quello che dobbiamo o non dobbiamo fare noi: come proteggere le potenziali vittime, in che modo aiutarle a denunciare, guai ad andare all’ultimo appuntamento.

Smettiamola di chiederci perché Giulia ha accettato di incontrare Filippo o perché è salita su quell’auto. La domanda che dobbiamo farci è: perché non riusciamo a crescere i giovani con un’educazione sentimentale basata sul rispetto e sulla parità? Perché gli uomini ancora uccidono le donne?

Gli stivaletti con tacco a spillo di Cristina Parodi | Crida Milano

Tra le calzature passepartout di questo Inverno 2023, gli stivaletti con il tacco a spillo sono sicuramente tra le opzioni più gettonate. Versatili e di grande impatto, sono loro a dettare tendenza per questa stagione, abbinandosi perfettamente ai look più grintosi: da scegliere nelle colorazioni evergreen del bianco e del nero, promettono di diventare degli infallibili alleati di stile.

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La gonna di jeans di Cristina Parodi ci ispira per tutto l'Autunno 2023 | Crida Milano

Protagonista della Milano Fashion Week (in corso d’opera dal 19 al 25 settembre), Cristina Parodi non solo ha presenziato durante diverse sfilate della settimana della moda meneghina, ma ha anche presentato la nuova collezione Crida Spring Summer 24, ispirata alla Puglia. Durante le sue apparizioni, Cristina Parodi ha ovviamente sfoggiato look del brand suo e di Daniela Palazzi e, tra i vari outfit indossati, siamo rimaste conquistate dalla sua gonna di jeans lunga, anche grazie al sapiente styling.

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Cristina Parodi alla Milano Fashion Week: «Il brand Crida pronto per andare all’estero» | Rassegna Stampa | Crida Milano

Al via le presentazioni nel capoluogo lombardo. Il volto noto della tv – insieme con la socia e amica Daniela Palazzi – lancia la collezione dell’estate 2024 del brand, che si ispira alla Puglia: «In vista lo sbarco sul mercato internazionale».

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Crida fa tappa in Puglia con la primavera-estate 2024 | Rassegna Stampa | Crida Milano

Crida ha anticipato di un giorno l’inizio ufficiale della Milano fashion week presentando ieri la nuova collezione di abiti. Le fondatrici Cristina Parodi e Daniela Palazzi hanno accolto gli addetti ai lavori all’interno di Identità Golose svelando le proposte primavera/estate 2024 dedicate alla Puglia.

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Crida fa tappa in Puglia con la primavera-estate 2024 | Rassegna Stampa | Crida Milano

La collezione estiva del brand fondato da Cristina Parodi e Daniela Palazzi prosegue il suo viaggio tra le regioni italiane ed arriva nella regione del tacco.

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Madama: scopri la collezione FW 23/24 di Crida | Crida Milano

Quiet luxury, per chi vuole essere e non apparire.

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Mirandola - Abito lungo in seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Cosa metterai in valigia per le vacanze?
Ecco quattro abiti per essere comoda ma sempre chic. In pieno stile Crida.

Amalfi - Abito lungo in satin di seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Amalfi Abito lungo in satin di seta

Morbido, arioso, con spalle scoperte.
L’abito estivo per eccellenza.

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Bardi - Abito lungo in crêpe de chine e georgette di seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Bardi Abito lungo in crêpe de chine
e georgette di seta

Romantico, con un gioco di trasparenze.

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Mirandola - Abito lungo in seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Mirandola Abito lungo in seta

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Comacchio - Abito midi in cotone seersucker | Lasciati Ispirare | Crida Milano

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Stile Anni ’50: l’eleganza bon ton
che non passa mai di moda.

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San Marino - Abito lungo in satin di seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Classico come il Beatrice d’Este, raffinato come il Taormina oppure seducente come il San Marino?
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Beatrice d'Este - Abito Midi in Crêpe de Chine e Georgette di Seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Beatrice d’Este Abito midi in crêpe de chine
e georgette di seta

Leggero come una nuvola,
con veli fluttuanti.

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Taormina - Abito lungo in satin di seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Taormina Abito lungo in satin di seta

Luce pura per brillare in ogni occasione.

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San Marino - Abito lungo in satin di seta | Lasciati Ispirare | Crida Milano

San Marino Abito lungo in satin di seta

Sensuale ed elegante:
un must nelle serate estive.

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Crida Milano | Editoriale Luglio

Care amiche e cari amici che ci seguite da tempo, ormai saprete che l’editoriale di luglio è dedicato soprattutto ai saluti e alle prossime vacanze. Avete già fatto le valigie per il mare? O prenotato qualche bel viaggio per godervi un po’ di meritato riposo? Immagino che avrete messo nel trolley un abito colorato e leggero di Crida per questa estate che si preannuncia bollente… Noi non siamo ancora pronte a staccare perché i mesi di luglio e agosto sono particolarmente impegnativi per la produzione della prossima stagione invernale che deve essere spedita ai negozi e per la creazione della nuova collezione Spring-Summer 24 che deve essere finita e fotografata per poter essere pronta alla campagna vendita di settembre-ottobre. Quindi io e Daniela abbiamo corso come matte, come sempre, per rispettare tutte le scadenze (fare moda è una lotta continua contro il tempo, ve lo garantisco) e tutt’ora siamo ancora impegnate a fare in modo che al ritorno dall’estate possiate trovare sul nostro on line e nei negozi i capi autunno inverno di Crida.

Molte di voi ci chiedono anticipazioni e trunk show per poter preordinare fin da ora, in anticipo, gli abiti della nuova collezione. Anche questo è un obiettivo che ci siamo date e che vogliamo realizzare: potete chiedere al nostro contatto social (telefono o mail) le foto e i prezzi della nuova collezione Madama e assicurarvi l’acquisto del modello che avete scelto e che riceverete a casa al ritorno dalle vacanze.

Nel frattempo continuiamo a lavorare, io e Daniela sempre in macchina, il nostro ufficio viaggiante, per raggiungere le manifatture, per le riunioni nello showroom di Milano, per meeting coi collaboratori e, ogni tanto, per partecipare agli eventi che tra Bergamo e Milano riempiono le serate estive di magnifiche occasioni e che ci permettono di indossare i nostri abiti freschi e leggeri, perfetti per ogni situazione. E lasciatemi dire che sono davvero felice di tutti i complimenti che riceviamo io e Daniela quando siamo in giro soprattutto da parte di donne che ci seguono e apprezzano il nostro stile.

È anche vero che, osservando la gente per le strade, mi capita di vedere sempre più spesso ragazze e signore praticamente svestite, con shorts o gonne cortissime e poco altro sopra. È vero fa caldo, ma le temperature alte non giustificano a mio parere la mancanza di eleganza e di buon gusto. Come giustamente hanno fatto notare sul Corriere della Sera due firme della moda autorevoli, anche se con storie professionali e anagrafiche diverse (parlo dell’immensa Lina Sotis e della bravissima Michela Proietti): c’è un’età e un luogo adatto ad ogni abbigliamento. Gli hot pants inguinali, le pance scoperte e le infradito lasciamole alle spiagge o alle località di mare che frequenteremo questa estate: in città una donna elegante indossa un abito, magari sbracciato e di tessuto leggerissimo, una gonna di cotone e dei sandali comodi, non il copricostume! E se ancora non avete nell’armadio un capo che vi renda femminili e raffinate e nello stesso tempo sia fresco e facile da indossare continuate a seguirci sui social perché a fine luglio per chi ama gli acquisti last minute ci sarà una bella sorpresa che riguarda gli abiti della collezione estiva… ma solo per i nostri follower, per chi riceve le notizie attraverso la newsletter e gli editoriali.

Buone vacanze, buona vita e buon riposo a tutte. Ci risentiamo a settembre con mille sorprese.

Cristina e Daniela