Crida Milano | Abiti d’alta moda italiani

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EDITORIALE OTTOBRE

Mentre il mondo della moda si sposta a Parigi, facciamo un bilancio della fashion week milanese, che ci ha anticipato le tendenze della prossima primavera-estate, in una settimana funestata da tempo freddissimo e piovoso. Mix di colori potenti, nostalgia degli anni ’80, sovrapposizioni inaspettate e sartorialità sono i codici che mi hanno maggiormente colpito nelle nuove collezioni, che come sempre riflettono i tempi in cui viviamo, pieni di contraddizioni e anche di paure, in un momento storico difficile che non aiuta certamente il mercato.

Ma forse proprio per questo si sono visti tanti spunti interessanti e innovativi, sia dal punto di vista dei materiali, sempre più naturali, riciclati e sostenibili, ma anche nel mood generale di considerare ogni outfit non più classificabile come abito da giorno o da sera: oggi la cliente finale può mixare con creatività pezzi casual e dettagli super glamour, creando il proprio stile in ogni momento della giornata.

La parola d’ordine è trasformazione, sottolineata anche dagli attesi debutti di nuovi designer alla guida dei brand, che non hanno deluso. Louise Trotter ha celebrato l’artigianato di Bottega Veneta e l’arte dell’intreccio con frange speciali realizzate in fibra di vetro riciclata, mentre Dario Vitale ha ricreato uno stile Versace ben diverso da quello a cui eravamo abituati: niente paillettes, spacchi e glamour da gran sera, ma gilet senza maniche in stile bomber abbinati a gonne luminose, canotte spaccate sui lati, vita alta e cinture disfatte, per una visione molto più rilassata e diversamente sexy.

Demna da Gucci avrebbe potuto stupire con effetti speciali, invece ha preferito saggiamente presentare la nuova Famiglia di Gucci (e tutti i suoi problemi in un cortometraggio super patinato), pescando dagli archivi i pezzi iconici della griffe e riproponendoli tali e quali: loghi, paillettes, mini e pelliccia sintetica riuniti in un mix audace e sicuro. Come dire: partiamo da qui, ma nella prossima ne vedrete delle belle… Mi è piaciuta moltissimo la sfilata di Tod’s, ormai maestro di uno stile raffinato e chic concentrato sulla lavorazione preziosa della pelle. Giubbotto over ma non troppo, mocassini e stivali dal tacco basso, borse comode e poco appariscenti. Inconfondibile firma dell’eleganza italiana sartoriale.

Sartorialità che si è vista tanto in passerella, nei trench con spalle audaci appoggiati su giacche affilate, nei pantaloni morbidi con le pence, nei maglioni gettati sulle spalle per un power dressing elegante ma rilassato.

Ma sono le sovrapposizioni il tema forse più nuovo della prossima stagione: l’idea di una silhouette a strati, ma senza sforzo, è proposta da Loro Piana e Ferragamo in versione super chic con tuniche sopra gonna e pantaloni. Ma è da Marco Rambaldi che arriva la visione più contemporanea e romantica di questa tendenza: la sua spensieratezza ribelle rivoluziona gli strati, rendendo mutande e canotta protagonisti sopra gli altri indumenti, con un mix di crochet fatto di centrini, con cui crea anche gli abiti da sposa.

Mi piace citare anche Francesco Murano e la sua moda sofisticata ed essenziale, dinamica e futurista, in cui gli abiti danzano con i corpi, e Lorenzo Seghezzi, che ha per la prima volta presentato a Milano una collezione dedicata all’energia del mondo queer. Segnatevi questi tre nomi: sono giovani designer che promettono bene, supportati dal Fashion Trust della Camera Nazionale della Moda, di cui io e Daniela facciamo parte.

CRi.DA SRL

Largo Adua, 1

24128 Bergamo

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