Ho letto un articolo molto interessante sull’attuale crisi del fashion. Provo a raccontarvelo e a dirvi la mia opinione. Un tempo c’era una netta distinzione nella moda fra ciò che rappresentava il lusso, quello riservato a pochi, e i prodotti invece accessibili a tutti. Il linguaggio era chiaro, identitario e non commerciale. Ora non più. Oggi questo impianto è collassato e la moda stessa si è trasformata in un gran calderone che va in scena su un palcoscenico globale.

Per molto tempo la moda ha funzionato come un codice culturale, un modo per segnare appartenenza e raccontare chi eravamo, oltre che per vendere i prodotti. Gli abiti erano storie indossate, radici, proiezioni di desideri. Ma il lusso aveva una sua discrezione: non ostentava, suggeriva. Pensate all’eleganza assoluta e senza tempo incarnata da donne come Jacqueline Kennedy, Marella Agnelli o più recentemente Franca Sozzani. Oggi quella struttura si è sgretolata e la moda è diventata una grande vetrina che vive di visibilità istantanea. La distinzione ha ceduto il posto all’esibizione, l’identità alla pura comparsa, la creatività alle logiche performative dei social. Dentro il ritmo delle piattaforme la moda non parla più come dovrebbe, ma semplicemente scorre. A me sembra tutto un flusso veloce, replicabile, pensato per essere consumato all’istante.

Perché avviene questo? Le collezioni si moltiplicano sempre più rapidamente (tra pre-collezioni, resort e cruise ogni brand del lusso replica e butta sul mercato un’infinità di nuovi prodotti) e 24 ore dopo ogni sfilata o presentazione gli stessi pezzi vengono replicati nelle vetrine delle catene fast fashion, con altri materiali e altri prezzi, ma con un’immagine non sempre così distinguibile dagli originali. Il valore del lusso in questo modo si svuota: non è più un segno di distinzione ma un dispositivo che uniforma. Perché ciò che conta non è più la qualità singolare di ogni oggetto fatto con cura e savoir faire dalle manifatture, ma la riconoscibilità immediata di quella borsa che tutti fotografano o delle sneakers che tutti condividono. Che poi siano vere o false, a questo punto, conta poco. E qui si crea la crisi, perché l’oggetto iconico che doveva distinguere chi lo indossa non è più esclusivo ma, al contrario, produce omologazione.

Da un punto di vista etico è assolutamente giusto che la moda diventi democratica, che tutti possano condividerla. Io sono fermamente convinta che per essere eleganti non serva indossare abiti di Chanel o di Valentino, ma avere una personalità e uno stile preciso che renda ogni outfit, anche il più economico, adatto al proprio fisico e alla propria estetica. Ma quello che non condivido, e che svilisce il senso del lusso nella moda, è la rincorsa a produrre sempre di più, a muoversi in modo innaturale, distorto. Cosa che di fatto sancisce la perdita del valore intrinseco di un mercato nato per essere esclusivo e speciale.

Noi di Crida sentiamo l’esigenza di rallentare, di sottrarci alla frenesia dell’istantaneità e di tornare a ciò che conta davvero nella moda: la sostanza, i tessuti pregiati e naturali, la ricerca, l’intuizione di qualcosa di speciale. Io sono convinta che la creatività nasca prima che un algoritmo la misuri e che l’idea prenda forma prima che diventi tendenza. Riportare il lusso nella sua dimensione sana e naturale, restituendogli una funzione selettiva e non solo spettacolare credo sia la sfida che oggi il mondo della moda deve affrontare. Solo in questo modo potrà riappropriarsi della sua voce originaria, che parla di identità e di differenze, che racconta i cambiamenti sociali e i bisogni della gente. E il lusso, liberato dall’obbligo di mostrarsi, potrà tornare davvero a distinguersi: non per esclusione ma per eleganza vera.

P.S. Buon Natale, buone feste e… buona moda a tutti.

Amo novembre per varie ragioni: perché festeggio il mio compleanno, perché adoro l’arrivo del freddo per mettermi gli abiti pesanti e perché mi piace moltissimo guardare il colore delle foglie e dei tramonti, la mia palette preferita. Ma da quando è nata Crida c’è un motivo in più: novembre è diventato il mese della creatività e dell’energia, quello in cui nasce, si definisce e sboccia la nuova collezione del prossimo autunno-inverno. Una ragazza giovane che ama la moda mi ha chiesto: “Ma come nascono le vostre idee, e come si trasformano in abiti?” Provo a rispondere… Si inizia guardando, con occhi curiosi, tutto ciò che ci circonda e che ci attrae: dalle sfilate di moda alle persone per strada, dalle foto sulle riviste ai profili social di donne che ci ispirano. Ma può colpirci anche l’accostamento di colore inusuale in un mazzo di fiori o la tessera di un mosaico sulla parete di un palazzo antico.

Tutte queste suggestioni si trasformano in un moodboard che raccogliamo, devo dire, in maniera piuttosto disordinata, ma nel quale riusciamo a orientarci per lo step successivo: la scelta dei tessuti. Quando il tavolo del nostro ufficio è stracolmo di tirelle, che saranno la base del nuovo campionario, Daniela inizia a disegnare. E gli schizzi sui figurini invadono le pareti. Quello è il momento più creativo e affascinante. Immaginare, da un tessuto o da un colore, la forma di un abito, di una gonna o di un capo spalla è ciò che mi piace di più di questo lavoro. Partiamo dai nostri carry over e dai modelli che abbiamo venduto di più per trasformarli secondo la nuova visione. Poi aggiungiamo le novità, che Daniela non smetterebbe mai di disegnare, fino a che non la blocco per evitare di creare un campionario infinito.

Il confronto con le manifatture arriva subito dopo, e l’emozione più grande è sempre andare a provare i prototipi. Ovviamente li proviamo noi, quasi sempre io, perché devono essere indossati non da modelle ma da donne normali. A volte corrispondono a quello che ci immaginavamo, a volte bisogna modificarli e ottimizzarli; alcuni vanno scartati, ma altre idee si aggiungono per strada fino a comporre il quadro di uno stile, di un mood che abbiamo in mente e che è quello che vogliamo proporre per la stagione. Novembre è un mese frenetico e bellissimo, una corsa contro il tempo per riuscire a rispettare i tempi di consegna del campionario, ma certamente un momento elettrizzante, pieno di idee e di novità.

“Discutete mai tu e Daniela?”, mi chiede ancora la giovane amica. Beh sì… Daniela è una creativa vera, riesce a captare le tendenze nell’aria e a trasferirle negli abiti, anche quelle più estreme… Io a volte devo riportarla coi piedi per terra, pensando con una mente più commerciale e concreta. Ma alla fine la forza di Crida sta tutta lì: in questo confronto, un sodalizio di amicizia e di stile che ormai da cinque anni ci vede impegnate in un lavoro in cui crediamo moltissimo, ma che è diventato una vera e propria sfida nei tempi difficili di un mercato sempre più in difficoltà.

Crediamo che le cose belle e fatte bene, realizzate in Italia con il saper fare delle nostre aziende del territorio, siano un valore aggiunto che vale la pena di proteggere e incentivare. Crediamo nelle tante clienti che amano i nostri abiti, li comprano e li ricomprano, confermandoci anche nei momenti più bui che siamo sulla strada giusta.

E così accogliamo questo novembre, freddo e piovoso, con l’ottimismo della passione per la moda. E nel frattempo produciamo la collezione estiva che arriverà nei negozi a febbraio. Non ci fermiamo mai. La moda gioca d’anticipo, è sempre avanti un anno, ma soprattutto è un mondo che ti impedisce di star ferma. Bisogna sempre guardare oltre. E noi lo facciamo con impegno e fiducia.

P.S. Le prossime date dei pop-up di Crida sono a Firenze il 18 novembre e a Lecce il 2/3 dicembre. Stay tuned.

Mentre il mondo della moda si sposta a Parigi, facciamo un bilancio della fashion week milanese, che ci ha anticipato le tendenze della prossima primavera-estate, in una settimana funestata da tempo freddissimo e piovoso. Mix di colori potenti, nostalgia degli anni ’80, sovrapposizioni inaspettate e sartorialità sono i codici che mi hanno maggiormente colpito nelle nuove collezioni, che come sempre riflettono i tempi in cui viviamo, pieni di contraddizioni e anche di paure, in un momento storico difficile che non aiuta certamente il mercato.

Ma forse proprio per questo si sono visti tanti spunti interessanti e innovativi, sia dal punto di vista dei materiali, sempre più naturali, riciclati e sostenibili, ma anche nel mood generale di considerare ogni outfit non più classificabile come abito da giorno o da sera: oggi la cliente finale può mixare con creatività pezzi casual e dettagli super glamour, creando il proprio stile in ogni momento della giornata.

La parola d’ordine è trasformazione, sottolineata anche dagli attesi debutti di nuovi designer alla guida dei brand, che non hanno deluso. Louise Trotter ha celebrato l’artigianato di Bottega Veneta e l’arte dell’intreccio con frange speciali realizzate in fibra di vetro riciclata, mentre Dario Vitale ha ricreato uno stile Versace ben diverso da quello a cui eravamo abituati: niente paillettes, spacchi e glamour da gran sera, ma gilet senza maniche in stile bomber abbinati a gonne luminose, canotte spaccate sui lati, vita alta e cinture disfatte, per una visione molto più rilassata e diversamente sexy.

Demna da Gucci avrebbe potuto stupire con effetti speciali, invece ha preferito saggiamente presentare la nuova Famiglia di Gucci (e tutti i suoi problemi in un cortometraggio super patinato), pescando dagli archivi i pezzi iconici della griffe e riproponendoli tali e quali: loghi, paillettes, mini e pelliccia sintetica riuniti in un mix audace e sicuro. Come dire: partiamo da qui, ma nella prossima ne vedrete delle belle… Mi è piaciuta moltissimo la sfilata di Tod’s, ormai maestro di uno stile raffinato e chic concentrato sulla lavorazione preziosa della pelle. Giubbotto over ma non troppo, mocassini e stivali dal tacco basso, borse comode e poco appariscenti. Inconfondibile firma dell’eleganza italiana sartoriale.

Sartorialità che si è vista tanto in passerella, nei trench con spalle audaci appoggiati su giacche affilate, nei pantaloni morbidi con le pence, nei maglioni gettati sulle spalle per un power dressing elegante ma rilassato.

Ma sono le sovrapposizioni il tema forse più nuovo della prossima stagione: l’idea di una silhouette a strati, ma senza sforzo, è proposta da Loro Piana e Ferragamo in versione super chic con tuniche sopra gonna e pantaloni. Ma è da Marco Rambaldi che arriva la visione più contemporanea e romantica di questa tendenza: la sua spensieratezza ribelle rivoluziona gli strati, rendendo mutande e canotta protagonisti sopra gli altri indumenti, con un mix di crochet fatto di centrini, con cui crea anche gli abiti da sposa.

Mi piace citare anche Francesco Murano e la sua moda sofisticata ed essenziale, dinamica e futurista, in cui gli abiti danzano con i corpi, e Lorenzo Seghezzi, che ha per la prima volta presentato a Milano una collezione dedicata all’energia del mondo queer. Segnatevi questi tre nomi: sono giovani designer che promettono bene, supportati dal Fashion Trust della Camera Nazionale della Moda, di cui io e Daniela facciamo parte.

Si ricomincia da Venezia, la prima passerella importante dopo l’estate, per ammirare (o criticare, è lecito anche questo) gli outfit studiatissimi delle star italiane e internazionali che anticipano le nuove tendenze della moda.

Anche per noi di Crida l’appuntamento in laguna è irrinunciabile, visto che è la prima occasione per farvi vedere i capi della nuova collezione invernale, Wonderland, un omaggio non soltanto all’Italia ma alle meraviglie della nostra terra, al pianeta in cui viviamo e che dobbiamo amare e rispettare.

E se vogliamo riassumere in un’unica parola il trend più forte di questa stagione, è sicuramente quello di un’eleganza consapevole: il che vuol dire costruirsi un guardaroba solido, fatto sia di riferimenti classici e precisi al passato, sia di novità e abbinamenti inaspettati. Ma soprattutto significa acquistare capi sostenibili, fatti bene, da interpretare ognuno col proprio stile.

I richiami al passato si vedono nelle giacche impeccabili dall’allure essenziale borghese che Crida quest’anno ha proposto nei colori bordeaux, grigio e ovviamente nero. Sono quei pezzi must-have che completano ogni outfit, dal casual all’elegante, e che non possono mancare nell’armadio.

Sì al tailleur rigoroso in lana grigia, da accessoriare con camicie colorate di seta impalpabile, ma anche al completo più disinvolto in stampa check, tornata di grandissima tendenza. Una sobrietà che troviamo anche negli accessori: meno tacchi a spillo e più mocassini e Oxford shoes, le stringate più classiche che danno grinta e raccontano una femminilità più strutturata e decisa.

Il richiamo agli anni ’90 si fa sentire soprattutto negli abiti, che anche noi di Crida abbiamo proposto con linee più asciutte e sciancrate: dal fresco di lana, alla viscosa in check finestrato, fino agli abiti di chiffon stampati con piccoli pois a contrasto (che non potevano mancare!). I vestiti Crida sono sempre la scelta più funzionale: adatti ad ogni momento della giornata, perfetti da indossare con una giacca o un coat maschile, con gli stivali o con gli zoccoli (altro accessorio in grande ascesa).

Sì, perché accanto a questa sobrietà convivono ancora le suggestioni bold degli anni ’80, anche se ripulite e rese più essenziali e contemporanee: no agli eccessi di forme e materiali, ma sì alle linee sinuose da sirena che accarezzano il corpo, come negli abiti lunghi da sera Crida che vedrete sul red carpet di Venezia.

Se da una parte c’è voglia e bisogno di rigore, dall’altra la moda è ancora e sempre un sogno: ecco perché la tendenza boho non solo resiste, ma si reinventa in questa stagione e diventa più ricca e più chic. Trasparenze, chiffon e soprattutto pizzo sono da maneggiare con cura, ma rappresentano certamente un trend dell’inverno. La gonna lunga alle caviglie in pizzo avorio di Crida, con la piccola camicia coordinata, va portata con nonchalance anche di giorno, con scarpe basse, borsa grande e una giacca sulle spalle. Un look che svela e non svela, che mescola sapientemente pezzi nuovi e vintage per definire la “messy girl”: disordinata, volutamente imperfetta ma molto affascinante.

La bellezza, ricordatevelo sempre, è nella personalità e non nella perfezione: questa, a parer mio, è la tendenza più importante da seguire questo autunno-inverno, come reazione alla moda globale del fast fashion, al total look scontato, agli eccessi di loghi e, soprattutto, alla perfezione digitale e al diktat dei filtri e dell’apparenza.

Ognuno trovi la sua strada senza lasciarsi soggiogare dalle tendenze e senza uniformarsi agli altri. Il bello della moda di oggi è che può essere tutto e il contrario di tutto: portatrice di nuove estetiche che richiamano al passato ma guardano anche al futuro, che invitano ad essere audaci ma anche a riflettere sul bello della classicità. Il mio consiglio è di osservarvi bene allo specchio e di capire cosa volete valorizzare del vostro aspetto: e poi osate, senza copiare gli altri ma costruendovi uno stile che vi farà sentire sempre uniche e speciali.

Oggi si parla molto di longevity, tanto che nelle ultime settimane sono stata a due convegni dedicati proprio a questo argomento: nel primo, di cui ero conduttrice, il focus riguardava l’alimentazione, un tema globale che tocca sia uomini che donne, mirato a offrire indicazioni precise su quanto sia importante sapersi orientare per scegliere quegli alimenti che ci fanno bene.

Ho imparato che il pesce azzurro, sgombri e sardine, quei piccoli pesci non molto considerati dall’alta cucina che predilige tonno o pesce spada, sono fondamentali per aumentare i livelli di omega 3 del nostro organismo (molto più di qualsiasi integratore) e mantenere in salute i nostri vasi sanguigni. E ho apprezzato che un’azienda come Delicius, che appunto produce conserve ittiche di quel tipo, organizzi una piattaforma di confronto come Be Blu, insieme a medici, esperti e distributori, per raccontare i dati di una ricerca importantissima commissionata all’Istituto di Ricerca Cardiovascolare.

Nel secondo evento, a cui sono stata invitata dalla rivista Elle come relatrice, si parlava invece della longevity come sfida per le donne a superare i pregiudizi sulla bellezza matura, e anche questo argomento mi ha molto appassionato.

Tanto che voglio dirvi la mia opinione.

Longevità non vuol dire rimanere giovani per sempre, ma cercare di vivere bene il più a lungo possibile. Una condizione che oggi è resa possibile dalle conquiste incredibili della scienza e della medicina, ma che per le donne è ancora condizionata da pregiudizi antichi che bisognerebbe sfatare. Tipo: invecchia pure, ma non farlo vedere.

Negli ultimi 50 anni le donne si sono adeguate a questo diktat: il mito delle eterne ragazze prima, poi la chirurgia estetica che ha cambiato i connotati di tantissime sventurate e infine oggi la post-produzione dei contenuti social, modificata dagli orridi filtri che cancellano lineamenti, età e identità a tanti volti femminili.

Tutto questo non ci ha aiutato.

Ma io sento che oggi qualcosa sta cambiando e che si possa trasformare la sfida contro il tempo in una sfida culturale: smettere di temere il tempo che passa e iniziare a viverlo come un’opportunità e un grande atto di libertà. Le rughe non sono difetti, sono storie, sono la nostra esperienza e la vita che abbiamo avuto la fortuna di vivere fino a qui. Sono una conquista, non una sconfitta.

Come si fa? Ovviamente serve smantellare l’equazione giovinezza uguale valore, e sostituirla con una narrazione più complessa, più umana, e ribaltare questo paradigma diventa un atto rivoluzionario che molte donne famose hanno già fatto.

Celebrità come Helen Mirren, Jane Fonda e Andie MacDowell incarnano questa nuova bellezza: autentica, consapevole, libera dai diktat giovanilistici. Anche donne come Frances McDormand o Isabella Rossellini parlano apertamente di accettazione e potere femminile che maturano nel tempo. Non si tratta di “sfidare l’età”, ma di viverla con fierezza.

Ho amato Paulina Porizkova, top model degli anni ’80 e oggi splendida sessantenne dai capelli argento, quando ha sentenziato: non capisco perché le aziende di cosmesi scrivono sempre anti-aging sui prodotti… io sono pro-aging, e non sono mai stata così felice come a questa età.

Ascoltiamola, ragazze, e costruiamo insieme questa piccola grande rivoluzione: bisogna smettere di inseguire un ideale irraggiungibile di bellezza e costruirsi con gli anni un’identità fondata sull’esperienza, sull’intelligenza emotiva e sulla presenza autentica.

Vi lascio con questo pensiero su cui meditare questa estate, quando vi guarderete allo specchio in costume e storcerete il naso. Dovete sorridere invece e volervi bene: smettiamo di temere il tempo che passa e viviamolo come un atto di libertà! La longevità non è una corsa contro il tempo ma una solida alleanza con la vita.

Siete pronte per il Crida tour di questa primavera? Come ogni anno io e Daniela saremo in giro per l’Italia per presentare Mediterranea, la nostra collezione estiva, e per incontrare tutte le persone che vogliono fare un’esperienza speciale: conoscere da vicino il nostro mondo.

Per noi è sempre un’occasione importante per testare gli abiti, capire cosa vogliono oggi le donne e soprattutto verificare la vestibilità dei nostri capi su fisicità diverse. Ognuna di noi è unica e speciale nella sua bellezza e noi, come sapete, abbiamo iniziato ormai quattro anni fa questa avventura con un obiettivo preciso: riuscire a vestire tutte le donne, farle sentire a proprio agio dentro gli abiti, correggere i difetti (che tutte abbiamo o pensiamo di avere) ed esaltare i punti di forza.

Non dimenticatevi che noi siamo due donne che disegnano e creano abiti per le donne. E sappiamo bene cosa le donne vogliono. E allora prendete carta e penna o segnatevi in calendario le nostre date perché noi siamo impazienti di incontrarvi!

Il primo appuntamento è a Lecce, l’8 e il 9 di maggio, dove ci sentiamo un po’ a casa. Lecce è una città meravigliosa e ricca di donne eleganti e raffinate, che amano i colori e in questo periodo sono già abbronzate perché vanno al mare nel week end. Le tonalità brillanti delle nostre sete e i pois di tante sfumature diverse sono perfetti per aggiungere un tocco speciale al loro guardaroba.

Il 21 e 22 maggio saremo a Roma dove ormai torniamo da diverse stagioni. Le ragazze romane sono bellissime e amano farsi notare, quindi per le loro occasioni speciali non mancheranno i nostri abiti lunghi di seta e di cotone, perfetti per le feste e le cerimonie che, da adesso fino all’estate, permettono di sfoggiare degli outfit anche un pochino più audaci, ma sempre in raffinato stile Crida.

Il 26 maggio dovremmo essere a Firenze, anche se la data non è ancora confermata (e mi riservo di dirvelo con certezza a breve) e lì ritroviamo le fiorentine chiccosissime, aristocratiche capaci di impreziosire anche il più semplice degli abiti con un gioiello o un accessorio speciale, per renderlo unico. Amano gli abiti lunghi e impalpabili e i tessuti naturali, con piccole fantasie fiorate.

Il week end del 7 giugno per la prima volta arriveremo a Milano Marittima, per un evento molto esclusivo organizzato dall’hotel Mare Pineta. Siamo sempre molto contente di poter esplorare il mondo dell’alta hotellerie che ha una clientela internazionale di solito attratta dal made in Italy che noi rappresentiamo. Sicuramente porteremo i pezzi forti della nostra collezione, gli chemisier perfetti per il giorno e la sera, gli abiti lunghi ma facili da indossare, i travel pant che in questa stagione hanno avuto un grande successo soprattutto per chi è spesso con la valigia in mano. E poi i bermuda, novità della stagione, imperdibili per questa estate.

Per le amanti della Versilia segnalo che ci troverete a Forte dei Marmi a metà giugno, il 13, 14, 15, con tutti i nostri look da mare, di cotone leggero e di sangallo, da mettere facilmente anche sopra il costume e con gli abiti più sfiziosi da indossare per gli aperitivi e per le serate.

E per concludere in bellezza il penultimo weekend di giugno, il 20, 21, 22, arriveremo a Capri, dalla Parisienne, il negozio più iconico che si affaccia sulla storica piazzetta. È il posto ideale per indossare i nuovissimi caftani in seta colorata e in cotone leggero che risolvono ogni look, dalla mattina alla sera, accessoriati con sandali capresi e borsa di paglia.
Quindi, care amiche, segnatevi le date e scriveteci in direct se avete domande o richieste specifiche.
Ci vediamo prestissimo.
E buona primavera in Crida!

Sono sbocciati i primi fiori. Il calicantus, con il suo profumo seducente, già da settimane ha iniziato ad avvisare che la primavera è in arrivo, e ora le primule colorate stanno tappezzando giardini e prati. Gli alberi di magnolia sono un trionfo di grosse corolle dai petali spessi e setosi, mentre nei campi i fiori di pesco e di ciliegio, più piccoli e delicati, creano magiche nuvole sopra l’erba verde chiaro.
Mia figlia Benedetta, che fa la botanica, mi mostra nei suoi video le piccole orchidee che, sui terreni rocciosi della Sardegna, fanno capolino colorandosi di tinte forti, dal rosa al viola.
Ovunque volgi lo sguardo intravedi la bellezza della natura che rinasce. E questa sensazione, non so a voi, ma a me riempie di gioia.
La primavera è la stagione delle promesse, della rinascita, degli amori e… perché no, anche degli acquisti.

Non a caso le vetrine dei negozi finalmente si accendono di colori: sfumature di rosa, variazioni di azzurro, rosso e arancio, su tessuti leggeri come sete e cotoni, da sfoggiare nelle prime giornate di sole e di vento, magari con una giacca o un trench sulle spalle.

E fiori, tante fantasie a fiori nei nuovi tessuti, che saranno insieme ai pois la tendenza forte di questa stagione.

Nella nuova collezione Crida, ora disponibile nei negozi e online, troverete ovviamente tutte le proposte che rendono la primavera più luminosa e brillante.

I pois, lo sapete, sono nel nostro DNA e tornano negli chemisier eleganti di seta, ma anche in abiti leggeri in voile di cotone con accostamenti inusuali come azzurro e bordeaux o rosa e caramel.

Il color paprica e il nuovissimo colore jeans rendono speciali gonne, camicie e la sofisticata jumpsuit, facile da indossare e impossibile da dimenticare.

E i fiori? La stampa tropical compare sugli abiti lunghi in due versioni di colore, tabacco e sand, ravvivata dalle sfumature dei petali rosa. Realizzata su una preziosa seta pekan lucida e opaca, è la protagonista indiscussa degli abiti più nuovi e perfetti per serate o cerimonie.

Ma tenetevi forte, perché la novità più interessante di questa collezione sono… i pantaloni!
Si chiamano travel pant e sono femminili e comodissimi. Costruiti con le pence in vita, tasche e gamba larga, da indossare con le sneaker o con i tacchi, in perfetto stile Crida.
Casual chic in cotone tinta unita, super glam in seta nei nostri amatissimi pois. A voi la scelta.

E infine, in previsione di futuri weekend al caldo, vi segnalo gli abiti caftano.
Niente a che vedere con i camicioni da spiaggia: se volete essere super chic nelle serate d’estate o per gli aperitivi in spiaggia, provate ad indossare i nostri raffinatissimi caftani: in seta verde a piccoli pois neri o nelle righe più audaci pennellate di rosa, giallo e tabacco.

Sì, proprio come i fiori che vedete sbocciare intorno a voi.

Voglia di primavera.
Voglia di bellezza.
Voglia di eleganza.

Cosa è emerso dalla fashion week appena passata che ci illumini sulle tendenze che caratterizzeranno la moda del prossimo autunno inverno?

A mio parere non è stata un’edizione memorabile per un settore che continua a subire la dicotomia tra grandi gruppi che guidano e condizionano i brand più famosi del lusso e realtà più piccole che faticano ad emergere in un momento ancora di crisi globale del mercato. C’è stata forse più restaurazione che innovazione vera e propria, ma se è vero che la moda è lo specchio della società, c’era da aspettarsi questo mood in un momento di tensioni internazionali così forti. La preoccupazione per gli scambi commerciali esteri è evidente, la pioggia di dazi lanciati da Trump renderà l’America sempre più First a danno dell’Europa, ma il made in Italy continua ad essere un patrimonio unico e di inestimabile valore e dobbiamo sperare che riesca a superare anche questa difficoltà.

Ma parliamo di stile: come sempre, in passerella si è visto sfilare tutto e il contrario di tutto. Provo a sintetizzare quali sono i trend che possono avere più possibilità di imporsi e soprattutto quelli che a me sono piaciuti di più…

  1. La maglieria torna alla ribalta e si indossa da capo a piedi, vedi Sharon Stone alla sfilata di Marras. Abiti e completi che risolvono l’outfit. La tendenza più forte è il mélange, che anche Crida ha proposto con i cardigan più nuovi coordinati ai cappelli.
  2. Il bordeaux imperverserà anche nel prossimo autunno, e vi dirò che non mi dispiace affatto, perché lo trovo un colore strepitoso. Ci manca Sabato De Sarno, che lo aveva inaugurato in maniera sublime da Gucci, tanto che a questo giro lo hanno seguito tutti. Ma attenzione, non a piccole dosi: il burgundy diventa total look, accessori compresi. Vi segnalo il tailleur Crida bordeaux della prossima stagione, con la giacca sciancrata e la gonna pencil, che è stato uno dei più apprezzati della nuova collezione.
  3. La pelliccia diventa un must, sia in versione vera (so che non tutti saranno d’accordo) che palesemente falsa. L’importante è che sia voluminosa e appariscente. Consiglio di andare a recuperare le pellicce negli armadi delle nonne: si può fare un figurone senza infierire sugli animali e a costo zero.
  4. Il completo maschile in versione femminile è stato proposto su molte passerelle. E ovviamente anche da Crida. Basta con le forme super over tipo corazze, ma sì a un bel doppiopetto in gabardine grigio, accompagnato da pantaloni ampi femminili: portato a nudo è l’outfit più sexy e facile da indossare. Con i mocassini per il giorno e i tacchi la sera.
  5. Il check finestrato caratterizza e ringiovanisce tailleur e capispalla come caban e paletot. Facile da indossare a ogni età, un po’ british e un po’ grunge, può diventare raffinato sugli abiti midi e intrigante se mixato con il pizzo. Lo trovate anche nella nostra collezione invernale.
  6. Le frange più che una tendenza sono diventate un’ossessione. Ritornano in ogni stagione, fioriscono su abiti e accessori, ma, se posso dirlo, a me hanno un po’ stufato…
  7. Il nude è un altro pezzo forte e si è visto ingentilito in abiti sì trasparenti, ma molto sofisticati. I tessuti leggeri tipo chiffon e georgette accostati a lane e tweed sono un bel mix, soprattutto se in colori inusuali come l’azzurro o il verde acido. Da copiare!

Questi i magnifici sette che mi sento di consigliarvi per il prossimo autunno inverno. Non ho parlato di accessori perché su quelli c’è da sbizzarrirsi. Il mio suggerimento è di andare sul classico e soprattutto di coltivare l’accessorio più importante e prezioso per essere notate: la personalità.

Non so in quale congiunzione astrale sia entrato il mio segno zodiacale (lo Scorpione) in questo inizio di 2025, ma non era di certo una di quelle buone. Se n’è andata in cielo la mia adorata suocera Mimma, ed è stato un dolore grande per tutta la famiglia, e in più io mi sono azzoppata. Durante lo shooting per la collezione del prossimo inverno sono scivolata con gli zoccoli: frattura del quinto metatarso, gesso e stampelle per un mese. Ma io sono un’inguaribile ottimista, quindi guardo a questo mese di febbraio, pieno zeppo non solo di lavoro ma anche di eventi importanti come Sanremo e la prossima fashion week, con il consueto entusiasmo. Mai fermarsi è da sempre il mio motto. E pazienza se non potrò mettere i tacchi, gli abiti Crida stanno bene anche con le sneakers e con i mocassini, anche perché nella nuova collezione primavera-estate, che sta per arrivare online e in tutti i negozi, debuttano per la prima volta i travel pant, pantaloni stupendi, gamba larga e pinces maschili, che mi salveranno in tutte le occasioni, lo so già!

Io e Daniela siamo impegnate su tanti fronti in queste settimane: inizia la campagna vendita della fall-winter 25/26 nel nostro showroom di Milano e non solo. Siamo super eccitate perché i nostri abiti stanno per arrivare anche in altri due mercati importanti, quello degli Stati Uniti e dell’Australia e Nuova Zelanda. Non posso quasi credere a quanta strada abbiamo fatto insieme, seguendo la nostra passione per lo stile italiano e tutto femminile, da quel lontano 2020, quando agli albori della pandemia avevamo iniziato questa avventura, ovviamente tutta in salita. Ricordo ancora quante persone ci avevano consigliato di lasciare perdere e abbandonare un’impresa che provava a navigare in un mare in tempesta. Noi non lo abbiamo fatto, abbiamo tenuto la barra dritta, stringendo i denti e poco per volta, a piccoli passi, abbiamo attraversato questo oceano di difficoltà portando Crida a essere un brand conosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma nel mondo.

Niente è facile nemmeno adesso, intendiamoci, ma la fiducia mista a orgoglio che proviamo ogni volta che arriva un ordine online o quando vediamo i nostri abiti nelle vetrine di negozi bellissimi, ci ripaga di ogni fatica. E ci sprona a fare sempre meglio per affrontare una situazione economica mondiale tutt’altro che semplice, con alcuni mercati come l’America in forte espansione e un’Europa che invece fatica a trovare la sua unità e la sua forza per confrontarsi con le potenze gigantesche della Russia e della Cina.

Ecco perché abbiamo chiamato la prossima fall-winter Wonderland, il paese delle meraviglie: perché ci piace sognare un mondo che possa vivere in perfetta armonia, con energie pulite e rispetto per l’ambiente, senza muri e senza guerre, senza dazi impossibili e senza migranti che fuggono dalle loro terre e muoiono in mare. Ma i sogni non bastano a cambiare il mondo se non sono accompagnati dall’impegno comune e dalla passione.

“In fondo siamo solo persone, con sentimenti e paranoie. Siamo granelli di sabbia su un granello di sabbia che gira intorno al sole,” dice una canzone che si chiama Hiroshima e che mi piace tantissimo. Noi facciamo vestiti, non strategie politiche, ma ci piace pensare che, se tutti questi granelli lo volessero davvero, la nostra terra potrebbe essere un luogo meraviglioso, come Wonderland di Alice. Ve lo ricordate? Il mondo in cui lei precipita, dove tutto è diverso e l’impossibile diventa possibile, ci deve far capire quanto è importante impegnarci, non arrenderci, coltivare i propri sogni, anche a dispetto dell’età. Molti limiti sono solo nella nostra mente. E anche se tutti i desideri non potranno essere esauditi, è giusto comunque inseguirli e provare a realizzarli.

L’augurio che sento di farvi in questi giorni è di iniziare il 2025 avendo in mente degli obiettivi importanti da realizzare, ognuno nel proprio campo, che può essere professionale, sentimentale o personale. Ma visto che immagino siate anche appassionati di moda e followerdi Crida, voglio anche aggiungere che l’inizio del nuovo anno è il momento perfetto per ridefinire il proprio stile, dentro e fuori.

Avete presente la parola decluttering? Letteralmente significa “rimuovere oggetti non necessari”, quindi sgombrare, riordinare per guadagnare nuovo spazio, nel guardaroba ma anche nella vostra vita. Lasciatevi alle spalle ciò che non vi rappresenta più e provate ad esplorare con audacia e curiosità il nuovo.

Questo vale sicuramente per le amicizie: coltivate con passione e impegno quelle vere e lasciate andare quelle tossiche o che non aggiungono niente alla vostra vita ma la appesantiscono. Riguardo al look, eliminate senza rimpianto i pezzi che non vi valorizzano e puntate su capi che parlano di voi: un pezzo iconico, una palette di colori che vi illumina, un dettaglio speciale che cattura lo sguardo.

Ma lo stile non è solo apparenza: per essere e sentirsi speciali, lavorate su voi stessi come fareste con un look impeccabile. Detox digitale, una skincare rigenerante e, perché no, un’organizzazione delle giornate che preveda non solo impegni di lavoro o incombenze faticose: tenete in ogni giorno uno spazio per voi, per fare qualcosa che davvero vi piace e vi rilassa, come può essere una passeggiata, un caffè con un’amica, una mostra da vedere o un bel libro da leggere.

Osate un cambiamento nella vostra immagine: un taglio nuovo di capelli, un profumo unico o un accessorio che vi definisce.

Io credo che ogni passo verso un anno migliore inizi con l’intenzione di brillare. E noi di Crida lavoriamo per fare in modo che questo succeda a ogni donna che sceglie i nostri abiti.

La moda è un’estensione di chi siete. Vestirsi è un gioco, certo, ma può anche essere un bellissimo alleato per superare fragilità e timidezze e farvi conoscere agli altri sotto una luce diversa e più luminosa.

Usatela per esprimervi al meglio, perché il nuovo anno aspetta solo voi per lasciare il segno!