Cashmere, il re dell’inverno | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Avvolgente, caldo, confortevole: quanto ci piace il cashmere.

È la coccola che ci meritiamo per affrontare al meglio la stagione più fredda dell’anno.

Noi di Crida te lo proponiamo in 4 versioni da indossare dalla mattina alla sera, magari nel tempo libero o nelle uscite del weekend.

E perché non anche in ufficio? All’eleganza dopotutto non si rinuncia mai, in qualsiasi momento della giornata.

Al caldo, in ogni occasione

Sestriere Maxi cardigan in cashmere | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Sestriere Maxi cardigan in cashmere

La versatilità fatta cashmere: usalo come abito e come maglione.

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Bolzano Abito midi in cashmere | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Bolzano Abito midi in cashmere

L’abito più caldo della Collezione. Una certezza contro le temperature più rigide.

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Verona Abito midi in cashmere | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Verona Abito midi in cashmere

Con effetto traforato che simula il pizzo, per un look super femminile.

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Gorizia Abito midi in cashmere | Lasciati Ispirare | Crida Milano

Gorizia Abito midi in cashmere

Fasciante ma comodo, con ampie maniche regali.

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Editoriale Gennaio 2022 | Crida Milano

Non pensare a cosa l’anno nuovo – questo 2022 che si presenta così pieno di incertezze – può fare per te, ma pensa cosa tu puoi fare per renderlo migliore.

Partiamo da questa verità sacrosanta che John Fitzgerald Kennedy, riferendosi agli Stati Uniti, ci regalò nel discorso del suo insediamento, per affrontare nel modo giusto questo inizio vissuto a metà tra speranza e paura.

Credo che le parole perfette siano consapevolezza e ottimismo.

Consapevolezza: sappiamo tutti che la pandemia ha cambiato le nostre vite negli ultimi due anni e che non è ancora passata, ma abbiamo anche capito (salvo una minoranza di irresponsabili che rifiutano il vaccino) cosa dobbiamo fare per proteggere noi stessi e gli altri. Non è detto che questa ultima variante Omicron, che sta contagiando a tutto spiano soprattutto i giovani, ma senza conseguenze gravi come quelle che l’hanno preceduta, alla fine non ci permetta di raggiungere la fatidica immunità di gregge che potrebbe essere l’atto finale della lotta al Covid che da tempo aspettiamo.

E poi ottimismo, quella disposizione d’animo che ci aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto e che, soprattutto, ci permette di affrontare il futuro senza preconcetti negativi. In questo momento non abbiamo bisogno di Cassandre che preannuncino le peggiori sciagure. Abbiamo bisogno di credere in noi stessi, di impegnarci a fare al meglio ciò che siamo abituati a fare, sia nel lavoro che in famiglia, e abbiamo bisogno di non avere paura.

A dire il vero, non volevo scrivere del maledetto Covid anche il primo giorno dell’anno ma, essendo appena rientrata da qualche giorno in Spagna, mi sono resa conto che in Italia non possiamo fare a meno di discuterne. Perché tutti i media, giornali, televisioni, il mondo della politica, i programmi di intrattenimento non fanno altro. In altri Paesi come la Spagna invece, dove la situazione contagi è più o meno identica alla nostra, la gente che pure indossa coscienziosamente la mascherina sul viso, non viene costantemente bombardata da una miriade di informazioni ansiogene. Hanno le notizie, sono informati ma… l’impressione è che riescano anche a vivere pur con tutte le restrizioni necessarie e sacrosante.

Questo è l’augurio che mi sento di fare oggi: proviamo a vivere, a gioire di quello che abbiamo, a imparare inevitabilmente uno stile di vita diverso ma senza considerarlo una condanna, semmai un’”opportunità”. Proviamo a non avere paura degli altri perché l’unica possibilità che abbiamo di sconfiggere il virus è di riuscirci insieme.

Con consapevolezza e ottimismo.

Come diceva il grande Lucio Dalla “l’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità”.

E voi?